Prianera

Pria Nera è il nome originario della matita, comparso per la prima volta in Italia nel Quattrocento. La matita creativa del designer che diventa la ma-tita esperta del modellista nel creare sagome di cartone per ogni modello e infine la matita attenta dell’artigiano nel trasferire ogni sagoma sui manti delle migliori pelli.
 
“Ancora per disegnare ho trovata certa pría nera,che vien del Piemonte,la quale è tenera pría;e puo’la aguzzare con coltellino,chè ella è tenera e ben negra;e puoi ridurla a quella perfezione che’l carbone. E disegna secondo che vuoi”.
da “Il libro dell’arte o Trattato della pittura” | Cennino Cennini
 
Cennino di Andrea Cennini (Colle di Val d’Elsa, 1370 – Firenze, 1440) è stato un pittore italiano influenzato da Giotto, allievo per una dozzi-na d’anni di Agnolo Gaddi e noto per aver scritto in volgare all’inizio del XV secolo un trattato sulla pittura “Il Libro dell’arte”.
 
Uno degli strumenti scrittori più antichi è lo stilo, la cui punta affilata permetteva la stesura grafica. Lo vediamo in un affresco pompeiano, in cui la poetessa Saffo si appresta a scrivere uno dei componimenti poetici che la resero celebre. Se allora lo stilo era utilizzato per scrive-re, in seguito il suo impiego fu esteso al disegno. A partire dal secon-do Quattrocento nel Nord e Centro Italia ebbe particolare successo la matita nera, chiamata anche “pietra nera” o “pietra d’Italia”, un materiale naturale (scisto argilloso o carbonifero) proveniente dai giacimenti del Piemonte, già conosciuto ai tempi di Cennini, ma allo-ra ancora poco usato, almeno in Toscana. Se ne ricavavano piccole asticciole da temperare, e la sua duttilità permetteva di ottenere sia dettagli precisi, se la punta veniva affilata, sia, se usata di piatto, effetti atmosferici con morbide gradazioni tonali.
 
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